martedì 18 luglio 2017

18 luglio, volevo il menù settimanale

E' mia abitudine fare la spesa seguendo a grandi linee un menù che ho idealmente stabilito nella mia mente.
Sì, sto dicendo: 
  • che vado a occhio, 
  • che non lo scrivo per non sentirmi dire da mio marito che devo rilassssaaaaaarmi
  • che ogni giorno ha il suo menù ipotetico e interscambiabile con altri giorni, in base a ciò che gli altri abitanti della casa spazzolano alla velocità della luce,
  • che potremmo sopravvivere senza farci mancare nulla per una settimana, in cinque persone, in caso di cataclisma naturale,
  • che il mio esaurimento sta a livelli che-voi-umani...

Purtroppo il resto della famiglia segue una gestione molto più alla cavo... all'arrembaggio secondo il gusto personale e non ha nemmeno nell'anticamera del cervello il concetto base di pasto bilanciato.

Va da sè che la mia spesa diventa uno sforzo inutile una lotta all'ultimo neurone per far quadrare l'economia familiare, lo stato di salute dei singoli e un briciolo di logica alimentare (...esiste?? secondo me deve esistere una logica alimentare!).
Ogni missione spesifera nasce da una breve riunione di famiglia in cui chiedo espressamente quali cibi siano i più graditi del periodo, così da cogliere ispirazioni (volatili) e gusti (improbabilmente conciliabili). 
Scrivo subito una lista abbinando a mente le portate principali ai contorni, misuro a quintali la quantità (mastodontica) di frutta, scorro le possibili merende necessarie extra (uscite giornaliere o pomeridiane...).

Tutti sforzi inutili, si sappia.



Appena la spesa viene scaricata dall'auto, la me medesima di turno porta tutto in cucina e dispone sui ripiani specifici ogni alimento (nascondendo i cibi sensibili in luoghi assurdi e occultando sapientemente gli incarti delle confezioni più grandi) e monda frutta e verdura. E solitamente a questo punto si fionda al lavoro, ma solo dopo aver lasciato bene in vista il necessario per la cena (o aver improntato un sugo o ciò che necessita di più tempo).

Misteriosamente, (ma a occhio e croce gli adolescenti di casa ne sanno qualcosa...) a ogni pasto seguente mancherà uno o più alimenti necessari per l'allestimento del menù completo che avevo in mente. Che poi questo sarebbe il motivo principale per cui mi sistemo tutta la spesa da sola e in gran segreto: occhio (adolescente) non vede, stomaco non ambisce, menù sopravvive.
Invece no.
Manca  s e m p r e  qualcosa.
Prima o poi si troveranno la tavola imbandita di soli ravanelli croccanti e piccanti con insalatina verde e radicchio rossoamarissimo.
Quelli non si esauriscono mai.


Perché questo diario dettagliato sulle nostre mie abitudini spesifere?
Perché anche stasera si-cena-bene-domani, ovvio.

1 commento:

  1. Sul menu settimanale non so darti consigli, perché nonostante ancora da me, sarebbe possibile e senza proteste, sono io che non ce la faccio perché per prima mangio e cucina cosa mi e ci va al momento, ma per fortuna ancora siamo sulla linea giusta in quanto a regime salutare...so che non sarà sempre così

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