giovedì 18 maggio 2017

adolescentitudine, non mi lamento: io combatto!

Ieri finalmente è accaduto il miracolo: mi sono seduta al piccì.
Ovviamente dopo due nanosecondi sono stata richiamata all'ordine con un perentorio "ehi-tu-mamma-ho-assolutamente-bisogno-di-te-potrei-morire" e l'oretta pre-lavoro da dedicare al blogghetto s'è svaporata in mezzo lampo.

Ho imposto "cinque-minuti-arrivo-e-ti-salverò-da-morte-certa-sta-tranquilla" e ho buttato giù le riflessioni sull'essere madre di adolescenti sulla pagina facebook (più veloce da compilare, sono onesta).
Ovviamente non potevo non riportare qui, a onor di cronaca, come si vive questo periodo in casa firmatocarla.

Quindi... mettiti comodo.

E' difficile essere madre di adolescenti.
E' difficile essere madre in generale (e vivere serenamente e senza sensi di colpa sparsi), a dire il vero.
Ma diciamo che, se si è fortunati, si può sopravvivere fino al raggiungimento della soglia adolescenziale in un equilibrio quotidianamente conquistato. Dove il ruolo di genitore è chiaro e tutto sommato riconosciuto. Oh, non è facile, ma è fattibile.
Poi però arriva la bestia-nera-e-subdola della preadolescenza, che pian piano ti fa dire "eh, si sa che quando arrivano a questa età..." e inizi a sperare che passi presto.
Ti informi in giro, comperi libri, navighi nei siti dedicati, partecipi a conferenze, leggi tutto il leggibile su adolescenza-e-come-sopravviverle.
Inizi a pensare di praticare yoga, non si sa mai.
Ricordi con una vena di romanticismo la tua propria adolescenza e mormori più volte tra te e te "povera mamma, povero papà... certo che hanno avuto molta pazienza con me!".
Ma non hai ancora visto niente.
Arrivano i dodici anni e vorresti abdicare.
Ed è solo l'inizio. E tu lo sai.
E poi ti dici e ti dicono "eeeeeh, ma daaaaaiiiii! sono bravi ragazziiiii! non rubano, non si drogano, non hanno idee strane in testa... sono proprio bravi ragazziiii! non lamentarti."
E chi si lamenta?
Sono impegnata a:
- aggirare montagne di panni e superare cumuli di qualunquecosa in giro per le loro camere,
- cercare l'origine di quel tanfo insopportabile (solitamente localizzato sotto il letto in forma di svariate paia di calzini usati),
- cercare le mie maglie preferite tra i grovigli di felpe ammassate nei loro cassetti,
- ricomporre cipria-mascara-e-trucchi-vari per poterli utilizzare anche se accidentalmente caduti e andati in settecentoventidue pezzi sotto al mobile del bagno,
- raccogliere le matasse di capelli luuuuunghi e lanosi dai tappeti (del bagno, delle camere, delle auto...),
- raccattare pettini, spazzole ed elastici da chissàdddove e chissàquando,
- studiare dei menù che incontrino i gusti di tutti (che se prima te la lisciavi con "o mangi questa minestra o salti dalla finestra", adesso ti tocca vedere i sorci verdi blu, fuxia e pure a pois per riuscire a fare mangiare un'insalatina in tempi umani),
- interpretare mugugni e cenni vaghi e distratti del capo per capire l'aria che tira,
- resistere alle sferzate delle tempeste ormonali che sviluppano grida e strepiti di protesta contro chiunque, per la qualunque,
- leggere tra i musi lunghi improvvisi per indovinare il momento (unico e irripetibile) esatto in cui indagare su "cosa è successo?",
- leggere i riflessi sulle lenti degli occhiali le conversazioni via sms o whatsapp che rapiscono e regolano minuto a minuto l'umore generale (e generalmente instabile) della prole,
- imparare a memoria ogni nuovo nome di nuovo/a compagno/a, amico/a conosciuto a scuola/alternanza/uscita di gruppo/attività varie e collocarlo subito nell'ambito a cui appartiene per cogliere il senso di certi fiumi di parole (rari, ma quando si aprono i rubinetti... se non comprendi il contesto, cara mia, sei fregata) o di certe esclamazioni rivolte allo smartphone durante un'amabile conversazione in tavola.
- incastrare gli impegni di lavoro con il servizio taxi verso mete particolarmente lontane e non raggiungibili con i mezzi pubblici, possibilmente in orari proibitivi e accidentalmente sincronizzati purtroppo in posti differenti alla stessa ora,
- dispensare abbracci e scappellotti al coppino come caramelle, ma al momento giusto e (soprattutto) al coppino giusto,
- scegliere le parole adatte (se mai esistessero) per aiutare adolescente nella scelta di un misero paio di pantaloni "che non ho niente da mettermi" onde evitare oooooore al centro commerciale,
- fare attenzione alle parole da-non-pronunciare-mai davanti ai/lle suoi/e amici/che o in riferimento ai/lle suddetti/e anche in loro assenza (perché sappilo: "tu non capisci". mai. niente.),
- ascoltare, rielaborare, riformulare e adattare i concetti espressi dai di loro docenti (che sì, spesso vorresti abbracciarli e dire "come la capisco") per rendere i messaggi accettabili, comprensibili e non devastabili alle di loro orecchie, nonchè utili al globale miglioramento del rendimento scolastico e alla relazione studente-insegnante (evitando accuratamente certe parole che arrivano dallo stomaco, tipo "ma ti vuoi mettere a studiare sul serio??!!),
- trovare molte molte molte strategie per tenere occupate le mani (e salvaguardare il loro collo, così tanto ingenuamente esposto) durante gli sproloqui sull'inutilità dell'ordine e della disciplina (what's disciplina?) in una famiglia numerosa,
-abbattere in ogni modo e con ogni mezzo la (troppissimo) frequente frase "ma fanno tutti così",
- varie ed eventuali.
Sì, sono fortunata.
A essere ancora sana di mente.
e non mi lamento.
Io combatto 😅

E ok.
Non pratico regolarmente yoga, solo ogni tanto.
in compenso mi alleno tutti i santi giorni.Che questa aura di santità mammitudinaria tocca pur guadagnarsela ^_^


1 commento:

  1. Aaaaarghhh...mi hai messo l'ansia... due nani maschi di quasi 8 e 5 anni e 1/2... Già il grande ogni tanto mi dà delle risposte che lo appenderei al muro... E si...l'adolescenza mi spaventa!!!!

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lascia un segno del tuo passaggio ^_^
mi piace sapere cosa ne pensi e chi sei... quindi firmati
altrimenti rischi che le tue parole finiscano nel cestino
senza che io me ne accorga!

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