domenica 13 ottobre 2013

tortuosa adolescenza



L'adolescenza, quel periodo che segna il passaggio da bambino a ragazzo, da piccolo a grande... Quel momento in cui la lavatrice della vita sta lavorando al ritmo di centrifuga, quel momento in cui le certezze di un bambino si trasformano in tentativi ciechi di muovere i propri passi nel mondo, in cerca di una dimensione tutta nuova, assolutamente privata.

Questo è il periodo che stiamo attraversando adesso, tra alti e bassi, tra confidenze e lacrime.

Perché è normale, in questo momento di cambiamento, non accettarsi, non vedersi pari agli altri, pensarsi peggiori, in tutto e per tutto. Specialmente se si è bravi a scuola. Specialmente se qualcuno ci dà dello sfigato.

Pensavo che fosse un vocabolario antiquato, oramai, quello detto sfigabolario, quello che racchiude i termini vetusti quale quattrocchi, sfigato, secchione, lecchino... 
Pensavo: se il mondo ha stabilito che i ragazzini brucino tutte le tappe, anche gli insulti e gli appellativi sopraffini che eravamo abituati a sentire da piccoli noi genitori ai tempi di Matusalemme (cioè, parlo di vent'anni fa su per giù...), dicevo, pensavo che tale vocabolario fosse caduto in disuso per lasciare il posto a nuovi e fantastici quanto irripetibili epiteti, per descrivere ed appellare gli amici che non ci piacciono, che ci sono antipatici, che...anche invidiamo, diciamoci la verità.

Ma come è possibile far capire che la stragrande maggioranza di questi insulti sono solo cattiverie insensate che il cervello in crescita dei compagni non riesce a risolvere in altro modo? 
Come si può spiegare che più aderente, più corto, più scollato...non equivale a più bello? 
Come si spiega a un mucchietto di ormoni impazziti che la sigaretta di dubbie origini dell'amico non è segno di grande fascino, di grande cervello, o di grande amicizia? 
Come far accettare il cambiamento di un corpo in crescita, che non cambia tutto in una volta, armonioso nelle nuove forme, ma esplode in modo imprevedibile, ora qua e ora là, producendo forme tondeggianti non sempre proporzionate e agevoli da gestire?

Come far capire che le strusciate/sfilate/passeggiate...come dir si voglia, quel passeggiare per i centri commerciali ogni santo sabato, agghindati come manichini in una vetrina...come far comprendere che quello non è un modo intelligente di passare il proprio tempo, oltre ad essere pericoloso? 
Come far capire che ognuno ragiona con la propria testa (posto di avercela una testa...) e che non mi interessa cosa gli amici facciano il sabato pomeriggio? Una cosa è un cinema e pizza, altro è 'sto sdruscio per tre ore e acquisto compulsivo di enne oggettini inutili da appiccicarsi addosso...e il ritorno a casa verso le 22...che è, scherziamo, vero? no.

Qui si fa del nostro meglio, procedendo a sussulti e sbalzi, tra fazzoletti lacrimosi e grandi abbracci, piccoli sorrisi e curiose domande. 
E per fortuna che la mia cucciola tredicenne (quasi) è una sfigata con gli occhiali, il fisico in subbuglio, il cervello funzionante e al suo posto, secchiona-ma-non-troppo e soprattutto è abituata a confidarsi con la sottoscritta, in qualunque pensiero inciampi...

12 commenti:

  1. Io sono terrorizzata dal momento in cui anche per i miei figli arriverà l'adolescenza.

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    1. Ciao Ale! anche noi lo eravamo (lo siamo ancora...), ma abbiamo speso molto tempo dimostrando ai nostri figli che si può parlare di qualsiasi cosa, si può confidarsi...che è già un ottimo modo per iniziare a sapere cosa gli succede. ^_^

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  2. L'adolescenza.... per me è stato un trauma, sono stata oggetto di prese in giro, insulti e offese....non dico quanto ci rimanevo male, in più non ho mai avuto una grande confidenza (cosa sbagliata) con i miei, perciò con loro non ne parlavo (mi vergognavo) Per fortuna non è durato molto.... Quando avrò dei figli ( in un futuro molto lontano :) ) spero non la passino come la mia...
    è bello che tua figlia sia abituata a confidarsi con te, è importante questa cosa.. :)

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    1. Anch'io!!! Anche io non penso volentieri a quel periodo...
      Per questo abbiamo provato a creare un rapporto diverso da quello con i nostri genitori. Comunque non si può evitare, nè aiutarli: è un passaggio che fa crescere e rafforza...non c'è altra via!

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  3. ieri sera al cinema eravamo disturbati da un gruppo di 15 ragazzi nell'età della "stupidera" come si dice in lombardia...li avrei presi a craniate..
    Mio figlio grande mi ha chiesto: "diventerò anch'io così?". Ho risposto "Prenderai il virus in modo leggero, tranquillo ci sono io"

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    1. ahahahah...sì, si dice anche qui in friuli...mi spii quale antibiotico userai? ^_^

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  4. Io sono ancora lontana dall'avere figli adolescenti, diciamo che inizio ad essere vicina all'avere figli in genere...ma mi son ritrovata nella descrizione di un'adolescente sfigata...e per esperienza personale ti dico che l'adolescenza passata a sentirsi sfigata e inadeguata sempre è molto difficile da passare...ma adesso, dopo 15 anni da quel periodo mi confronto con quelle che all'epoca erano le belle, le "fighe", le perfette...beh orgogliosa di essere stata sfigata prima e una persona credo valida ora...piuttosto che "figa" a quell'età e ancora col cervello a 15 anni fa adesso!!!!....
    un baciotto

    http://follettinadelfeltro.blogspot.it/

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    1. Capisco benissimo, perché chi scrive è una ex-adolescente sfigatissima, e nemmeno secchiona. Spesso ho incontrato le ex-fighe...non le invidio per nulla!!! E' per la mia esperienza che capisco mia figlia, ma so che è lei a dover attraversare questo mare in burrasca...si può solo lanciarle dei messaggi...^_^

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  5. ogni tanto ripenso alla mia adolescenza (ancora posso non pensare a quella dei miei figli...e a me in mezzo a ormoni che andranno dai 19 ai 12 anni con varie tappe intermedie!)...un periodo burrascoso...tutti i sensi allargati. la gioia, il dolore...tutto vissuto all'ennesima potenza! in bilico tra sogno e realtà. Sono contenta che sia finita!

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    1. ...io pure! Sono in ansia, se penso che questa è solo la prima (e unica femmina)...

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  6. Ciao Carla, io ho due figlie, una di 17 e l'altra di quasi 10 anni. La prima ha sempre avuto un carattere un po' particolare e di non facile gestione. Fino alle medie (comprese) è sempre stata piutosto alternativa e quindi forse poco integrata con i compagni, ma senza patire troppo, almeno in apparenza. Con la prima superiore invece si è piuttosto uniformata alla massa (con mio grande rammarico) ed è tutta contenta di essere "popolare" (parola che mi fa venire i brividi...). Comunque, per quanto possibile, cerchiamo sempre di tenerla con i piedi per terra e ricordarle quali sono le cose importanti, stimolandola a guardare le cose da diverse prospettive....quando ci si riesce.
    A presto! =)
    P.S. mi sono resa conto di aver scritto un romanzo....di solito non sono così prolissa... =)

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    1. Ma che, scherzi?? Questo "romanzo" è interessantissimo: dalle esperienze di altri genitori si può sempre trarre qualche suggerimento! Grazie! Chissà come andrà con la tua seconda...in bocca al lupo! ^_^

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senza che io me ne accorga!

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