lunedì 22 agosto 2016

la linea a matita

Si va.

Si torna.

Quello che accade nel mezzo è troppo per riuscire a farlo stare in un post.

Una settimana tra i monti, insieme ai tre bestiacci e ai miei genitori.
Stop.
Due visite stile toccataefuga da parte di papolo.
Una prima giornata di assestamento (ferragosto) arricchita anche dalla suocera.

Poi solo noi.

Io non lo sapevo mica... ma ne avevo davvero bisogno.

Niente lavoro, niente rete, quindi zero telefonate, zero notifiche, zero messaggi... zero di tutto tranne l'essenziale.

Solo noi.

Anche questa distanza da papolo mi ha rigenerata, non so dire come, ma ha fatto bene (no, non sto parlando dell'attesa di rivedersi e di riabbracciarsi).
Mi ha ricentrata, direi.
Mi sono ripresa i miei spazi, soprattutto emotivi.
Ho letto (in realtà molto meno di quello che avevo progettato, visto che governare i bestiacci e rincorrere -e precorrere- i miei due vecchietti mi ha tenuta parecchio indaffarata).
Ho respirato a pieni polmoni.
Ho ritrovato il filo essenziale.

Ho iniziato a pormi nuovi interrogativi, a rivalutare certi squilibri che non avevo ben a fuoco, a ricalibrare me e le mie vere necessità.
Ho seguito quella linea elementare tracciata a matita da sempre, attorno a cui nel tempo ho costruito ampi disegni con i colori che avevo a disposizione. Senza colori si riesce a percepire quella linea così basic che più basic non si può. E ritrovarla è stata una gran gioia.

Le schegge nelle mani, i capelli sempre legati, le scarpe robuste.

Ora, di nuovo a casa, con la valigiona di panni sporchi e la memoria arricchita da tutto questo, riprendo a utilizzare i pastelli con maggiore consapevolezza, con rinnovata gioia, con una dose di determinazione che mi mancava.


Grazie mamma e grazie papà <3



lunedì 15 agosto 2016

ferragosto 2016 ...non ti conosco

Ebbene sì, siamo già il 15 di agosto e non ho trovato nemmeno un minuto per sedermi al piccì...

In effetti questi 5 minuti sono rubati.
Ho appena caricato l'auto con i bagagli per 4 (le bestiacce e io) e nel tempo in cui tutti vanno a fare la pipì preventiva mi sono piazzata qui.

Dove si va?

In montagnaaaaa!

Ci aspetta una settimana con i nonni tra i monti (dove avevamo vacanzato nell'estate 2014, se siete curiosi cercate nei vecchi post) nei luoghi della mia infanzia.

E' arrivata la suocera che trascorrerà con noi solo la giornata di oggi, mentre papolo se la dorme (dopo mun turno di notte) e ci raggiungerà per pranzo.
Poi suocera e papolo torneranno a casetta.

E noi ci nonneremo a volontà!!!!

Quindi.... buon ferragosto a tutti!

Un pensiero molto pesante va alle tragedie disumane che ci accadono intorno... no, non ci facciamo abbattere, anzi, ci rendiamo conto di essere molto fortunati a vivere dove viviamo e a combattere con i futili problemi del nostro piccolo quotidiano <3

venerdì 5 agosto 2016

ullapeppa... 3 anni di firmatocarla!

Sono passati tre anni dal primo incerto post che scrissi, quasi per gioco, nel 2013.
E' stato facebook a ricordarmelo, altrimenti non me ne sarei accorta... sbadataggine ne abbiamo?!?!

Tante cose sono cambiate, da quel primo breve incipit.

Tra alti e bassi, proprio di pari passo con la Vita che abbiamo vissuto.

Ed è stato uno scambio, un sostegno vicendevole.
Ho sempre sostenuto che quella citazione dicesse la verità: "Il colore con cui dipingi una ringhiera è lo stesso colore che ti resta sulle mani", ossia, se parli di positività e di energia e di Amore per la Vita, tutto questo ti resterà un po' attaccato addosso e ti ritornerà agli occhi quando attraverserai momenti difficili.
Questo è successo.

Di questo mi sento di ringraziare di cuore chiunque sia passato da qui: dall'inizio, di recente, in cerca di qualche argomento specifico, o solo per caso, o per curiosità.
Perché attraverso le parole lasciate in fondo ai post, attraverso un semplice saluto, attraverso lo scambio di esperienze l'atmosfera di calore e familiarità è cresciuta come mai avrei sperato... ho iniziato convinta che questo sarebbe stato un diario che nessuno si sarebbe filato, hihihi...

Condividere, raccontare, spiegare, sfogare... questo è successo.

E probabilmente chi legge firmatocarla da molto, faticherà a riconoscere certi post... ma questa è la Vita. I figli sono cresciuti, la quotidianità è cambiata, i ritmi sono cambiati, gli argomenti sono diversi... come naturalmente succede.

E ancora sono grata.
Mai smetterò di dirlo.

Grazie di cuore a tutti voi ^_^


venerdì 22 luglio 2016

una strana vacanza...

Tadaaaaaaaa!

Siamo tornati da qualche giorno... ma non ho avuto nemmeno il tempo di respirare che i ritmi sono raddoppiati rispetto al pre-ferie.
Di nuovo in debito di ore di sonno, di nuovo alle prese con lavatrici e cucina.

Quindi eccomi qui, tra un controllo dal dentista per il-mediolo-e-il-suo-apparecchio-ortodontico e l'organizzazione valigia per il campeggio (sempre del mediolo, che la grande l'ho portata tra i monti la sera stessa del nostro rientro...). Per dire.

Le vacanze sono state riposanti, rigeneranti e anche ricche di cose belle... anzi, bellissime.


Mi sento un po' scema, davanti a tutti quei momenti e a quel paradiso.
Scema perché a dirla tutta.... non sono state le vacanze che avevo sognato.
Le cose sono andate molto diversamente da come le avevo pensate.

Sarà che i figli crescono, sarà che non mi so accontentare... sarà quel che volete... ma dopo tante rinunce e tanti sacrifici quello che avrei desiderato era altro.

Mi alzavo presto per fare i miei allenamenti: mezz'oretta di sudore che mi ha accompagnata con grande soddisfazione, soprattutto perché, tolte le scarpe da ginnastica, inforcavo le infradito e scendevo direttamente a farmi il primo bagnetto della giornata. L'unicità di quei momenti è indescrivibile! Io, il mare, i pescatori che rientravano e i micro-pesciolini. Presente?
Rientravo e preparavo le colazioni.
E qui iniziava la tragggggedia.
Nessuno che voleva alzarsi, nemmeno davanti alla prospettiva di gran giochi con gli amichetti nuovi, nemmeno pensando ai mega bagni-con-tuffi-incorporati. Nulla.
Anzi.
Qualcuno non è nemmeno sceso in spiaggia. Anzi sì, giusto due volte per sei minuti contati "così non puoi dire che non ho messo piede sulla sabbia". Niente costume, niente sole, niente mare.
Qualcun altro è stato la piaga d'Egitto dei giorni nostri: da trascinare, da spingere, da convincere, da tirarsi dietro solo dopo millemila preghiere.
Qualcuno, poi, ha richiesto dosi extramaxi di pazienza e vagonate di minacce (alcune, ahimè, messe in atto vista la resistenza a oltranza del soggetto) tipo "oggi niente gelatino", o "salti il bagno con i tuoi amici, eh!". Ma tutto sommato è stato in spiaggia, ha giocato, si è pure sbronzato un filo (a testimonianza dell'estremo sacrificio).
Qualcun altro, infine, ha fatto il villeggiante. E ha tossito notte-e-giorno per la gioia di tutto il vicinato. 

Cucina, lava, tieni ordinato lo stretto indispensabile per ritrovare le ciabatte, riponi tutto quello che la marmaglia lascia seminato in giro, fai la spesina minimalista, tira su il tendone, ritiralo giù.
Sciacqua i costumi, stendili, stendi i teli mare, stendi i teli doccia. Ritirali. E ricomincia.
Fai fare la doccia ai pigroni, minacciali di mortecerta, portali in bagno di peso.
Tutti i santi giorni.
In paradiso, tra un pisolino in spiaggia e l'altro.
Ma praticamente da sola.

A un certo punto ho smesso di fare cose.
A un certo punto ho iniziato a fare vacanza.

Mi sono arresa all'evidenza e ho realizzato che ognuno si sceglie la vacanza che desidera.
Io desideravo esserefamiglia e godermi noicinque in modo esagerato, in quel modo che la quotidianità di scuola e lavoro (con i nostri turni incrociati che praticamente si fa batticinque sulla soglia) non consentono mai.
Evidentemente questo non era il desiderio degli altri.

E mi sono arresa.

Ho fatto vacanza solitaria.
Ho smesso di fare la guerra, ma anche di lavorare per cinque.

E mi sono rilassata.
Ho letto.
Mi sono abbronzata.
Ho dormito.
Ho fatto un numero spropositato di bagni.
E ora sono di nuovo in pista.

Purtroppo questo cambiamento è avvenuto proprio negli ultimissimi giorni (la mia mammitudineinside è davvero davvero dura da contenere), ma quel poco di ossigeno fresco me lo sono goduto al trecentopercento.

Mi sono molto sorpresa di questa situazione, devo ammetterlo.
Non sapevo cosa pensare, non sapevo come fosse meglio agire.
Ho quasi sentito il fastidio e il disinteresse degli altri nell'essere lì.

Dopo tanta attesa, dopo le lotte per rinviare la partenza, dopo tante aspettative... boh. 
Non so cosa sia successo.
E' come se fosse stato tutto solo nella mia testa.

All'inizio scrivevo che mi sento scema a scrivere queste cose.
Cioè... sono pur stata in vacanza, no?
Sono stata in una specie di paradiso.
Senza lavorare.
Io e la mia famiglia.
In fondo eravamo tutti e cinque là.
Eppure...

E' come se fossi stata da sola.
Dovevo scegliere: o continuavo a fare la cameriera ai piani, oppure facevo vacanza.
L'opzione mammainvacanza non era contemplata.

Onestamente devo cercare di rielaborare questa cosa, perché non la capisco.
O forse devo solo lasciarla andare, perché mi spiazza.

Ad ogni modo, ora siamo qui, a casina, nel vortice.
Chicca è in montagna, Mat le darà il cambio domenica (unico giorno in cui non lavorerò: si fanno e disfano bagagli e si macinano chilometri), Chino si sta giocando la settimana da trascorrere a casa della nonna facendo un sacco di storie per svolgere i compiti (pochi e assolutamente semplici, alla sua portata a dir poco!).
Pone è tornato al lavoro qualche giorno dopo di me, ma è contemporaneamente alla ricerca di un'auto per rimpiazzare la sua vecchia Y10 che sta facendo cilecca un po' troppo spesso. E un'auto che rischia di lasciarti a piedi alle 5 di mattina è pericolosa. Per sè e per Pone.

Io... vorrei tanto mettere qui una fotina del nostro paradiso, giusto per rendere comprensibile la mia pazzia là sopra. Ma... la memoria della schedina è così stracarica che la faccenda del copiaincollare le foto si impalla continuamente.
E io devo andare al lavoro. Tanto per cambiare.

Quindi... spero presto di condividere quanto prima le immagini che ho archiviato, ma non ora.

Per ora vi lascio un salutone e volo via a razzo! ^_^


mercoledì 6 luglio 2016

menodue

E anche questa giornata è stata molto proficua.
Quasi mezzanotte e sono qui, finalmente seduta a leggere le amiche blogger, le loro gioie e le loro preoccupazioni. 
Robe che sono felice di essere in ferie, insomma.

questa mattina:
> sveglia presto
> allenamento e speedydoccia
> sveglia figlioli, colazionamento e compiti
> scongelamento cibi congelati da consumare oggi
> lavatrice mode on
> ritiro e piegatura biancheria asciutta (essicata, a dire il vero!)
> consegna figliame ai nonni per l'ultima giornata ‪#‎nonnolosa‬ prima delle ferie
> spesa per assemblare gli ultimi pasti completi integrando ciò che resta in casa
> spesa frutta-verdura-paninozzi-e-frittatine per affrontare il lungo viaggio
> pranzo


e poi ovviamente...

il pomeriggio sarà più rilassoso:
> piccolo pisolino (ve l'ho già detto che papolo non mi lascia dormire? russa come un trattore e la tosse lo assale in attacchi sparsi me frequenti, che avete capitoooooo!)
> lavatrice number two e stendinaggio selvaggio
> pulire a fondo il bagno grande (ieri non ho finito, ups!)
> pulizia forno e frigo (con congelatore piccolino incluso, visto che è vuoto  )
> spedizione punitiva per far scorta di qualche schifezzuola per il viaggio (quanno ce vo', ce vo')
> cena
> controllo trasversale di tutto ciò che serve al mare, ma anche in montagna subito dopo, quando Chicca e Teo si alterneranno in campeggio


Anche oggi ho spuntato ogni singola voce.
La soddisfazione!!
(Qui posto tutta la trafila del pre-partenza, del viaggio, della trasferta, nel caso non ne aveste abbastanza ^_^)

Domani sarà un'altra lunga giornata, ho già preparato tappetino e pesetti per l'allenamento e il ferro da stiro per l'ultima rapida sessione di stiraggio selvaggio prima di preparare i bagagli.
Le liste sono già pronte: mare, vestiti e calzature, toilette e pronto soccorso, casalinghi.
Poi ultima aspirapolverata.

Se non fosse chiaro... non vedo l'ora.

Di partire.
Di viaggiare.
Di passeggiare per Firenze (ho già detto che quest'anno si passerà per Firenze? felice me!).
Di ri-viaggiare. Di notte.
Di mangiucchiare strada facendo.
Di fotografare cieli diversi, ma uguali.
Di arrivare.
Di disfare i bagagli mentre papolo dorme (finalmente, il riposo del guerriero).
Di camminare su quei minuscoli sassolini.
Di mettere i piedi in acqua.

Non vedo l'ora.

Tanti sacrifici durante tutto l'anno.
Tanto lavoro.
Tanti pensieri.
Tante corse.

E là solo noi.
Noi e soltanto noi.

Sì.
Non vedo l'ora.


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